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Bambini e Covid-19. I consigli del Ministero della salute

2021-07-28 01:57

Marina

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Bambini e Covid-19. I consigli del Ministero della salute

Il Ministero della salute per affrontare il tema della convivenza tra Covid-19 e bambini, ha fornito dei consigli. Tra i materiali messi a disposizion

Il Ministero della salute per affrontare il tema della convivenza tra Covid-19 e bambini, ha fornito dei consigli. Tra i materiali messi a disposizione si segnalano le indicazioni della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) per i genitori e i bambini. Si fa riferimento a dei suggerimenti da prendere in considerazione per evitare il contagio e tutelare i bambini.

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Da un’indagine pubblicata nel giugno 2020 sulla rivista Nature Medicine si è affrontato il tema del contagio dei bambini e degli under 20. La ricerca ha evidenziato che la maggior parte dei casi di Covid tra i più giovani non ha avuto sintomi. Si è poi rilevata un’esposizione al virus di circa la metà tra i più giovani rispetto ai soggetti con più di 20 anni.

 

Nel Report Iss-Covid “Indicazioni ad interim per gravidanza, parto, allattamento e cura dei piccolissimi di 0-2 anni in risposta all’emergenza COVID-19” è emerso che la relazione tra Covid-19 e bambini ha avuto dei quadri clinici meno gravi rispetto agli adulti. Nei bambini, i decessi rispetto agli adulti non hanno fatto registrare dei dati allarmanti.

 

I referenti del tavolo IRCCS hanno analizzato i casi di SARS-CoV-2 in questa fascia di età. Il loro studio “Medicina di genere e Covid-19” ha mostrato che il virus nei piccoli non causa un decorso grave. Un fattore da ricercare nei livelli del recettore ACE-2, con cui si lega la proteina spike del virus per infettare le cellule. I livelli del recettore ACE-2 si riducono negli anni per via di alcuni problemi di salute come ad esempio l’ipertensione ed il diabete. Si ipotizza che gli alti livelli di ACE-2 nei bambini siano in grado di proteggere contro il virus. Ecco perché il loro quadro di sintomi è meno grave rispetto agli anziani.

 

Il rapporto tra Covid e bambini sembra risentire dell’influenza di una sorta di scudo protettivo. Una difesa messa in atto da alcuni virus respiratori che colpiscono spesso i più piccoli. Questi virus sono capaci di provocare nei piccoli un aumento degli anticorpi nel sangue.

 

Secondo l’ISS, i dati di tipo scientifico oggi disponibili indicano che nei pazienti pediatrici l’infezione causata da SARS-CoV-2 ha una prognosi più favorevole rispetto agli adulti. Anche i segni clinici sono meno severi: i sintomi sono per lo più assenti o lievi. Ma nei più piccoli talvolta si sono registrati delle complicanze o dei casi particolari.

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Nel report “Medicina di genere e Covid-19” si ribadisce che nei pazienti pediatrici il decorso del Covid è spesso asintomatico, lieve o moderato. Lo studio segnala poi quali sono i principali sintomi dell’infezione nei piccoli. Il quadro delle manifestazioni include: la febbre bassa, la tosse, la tachicardia, la tachipnea, l’eritema faringeo. Si registrano invece con una minore frequenza sintomi quali: diarrea, vomito, astenia, rinorrea. In alcuni casi anche i bambini possono sviluppare una polmonite lieve, sia unilaterale sia bilaterale. Si tratta di una condizione che è associata al Covid-19 e che può richiedere il ricovero in terapia intensiva.

 

Per quanto riguarda la vaccinazione Covid in età pediatrica, al momento manca l’approvazione da parte dalle autorità competenti. I vaccini Pfizer BioNTech, Moderna, Astra Zeneca ad oggi possono essere somministrati ai soggetti di età superiore ai 16 -18 anni.

 

Nel corso della pandemia, il mondo medico ha registrato una riduzione delle vaccinazioni pediatriche. Un dato su cui si sono soffermati anche i ricercatori dell’ISS. Per tutelare i più piccoli è bene mettersi in pari, e quindi recuperare le vaccinazioni obbligatorie che sono saltate.

 

Dopo un anno di convivenza con il Covid deve restare alta l’attenzione dei bambini nei confronti dell’igiene. Per tutelarli dal possibile contagio è bene continuare a sensibilizzarli. Quindi resta ancora valida la norma di rispettare tutte le misure di protezione. Quindi si conferma come arma di prevenzione contro il virus il lavaggio delle mani. Inoltre si deve ricordare ai piccoli di non mettere le mani in bocca e di non stropicciarsi gli occhi.  Si ricorda che le mascherine non sono obbligatorie sotto i 6 anni e per i bambini che hanno una disabilità non compatibile con il suo uso.

 

Un argomento delicato che ha interessato i soggetti di età pediatrica alle prese con il nuovo Coronavirus è l’insorgenza di conseguenze psicologiche. Questo tipo di problemi si è verificato a causa dell’isolamento durante il lockdown.

 

Nei bambini si sono riscontrate delle problematiche di tipo comportamentale. Ma si sono anche rilevati dei segni di regressione non solo nei bambini sotto i 6 anni. Tali problematiche sono emerse anche nei soggetti di età maggiore ai 6 anni fino a 18 anni. Uno scenario fotografato da un’indagine sull’impatto psicologico e comportamentale del lockdown nei bambini e negli adolescenti. La ricerca svolta nel marzo 2020 dall’ospedale pediatrico Gaslini di Genova ha segnalato disturbi come: l’aumento dell’irritabilità, problemi del sonno, stati d’ansia.

 

Inoltre la pandemia ha mutato profondamente anche le abitudini delle famiglie. Si è infatti passato più tempo insieme in casa con le scuole chiuse. Un aspetto che ha permesso di migliorare le abitudini alimentari. Un punto emerso dal report dell’ISS - Alimentazione dei bambini e ragazzi durante l’emergenza COVID-19. In questo quadro si è menzionata l’importanza di ritmi regolari durante la giornata. Inoltre si è ribadita la necessità di rispettare le giuste ore di sonno e le abitudini alimentari.

 

L’Istituto Superiore di Sanità nel report “Indicazioni ad interim per gravidanza, parto, allattamento e cura dei piccolissimi di 0-2 anni in risposta all’emergenza COVID-19” affronta il nurturing care. Con questo termine si fa riferimento alle pratiche che assicurano una dieta ed una salute adeguata. Infatti si chiamano in causa tutte le condizioni che permettono: l’apprendimento, la protezione e la sicurezza. Il contesto del nurturing care non permette solo di assicurare la nutrizione ai bambini.

 

Per favorire il benessere psico-fisico dei piccoli non si deve sottovalutare il ruolo dell’attività fisica. Grazie all’esercizio ed al contatto con la natura è possibile liberarsi da tensioni e da agitazione.

 

Anche il ritorno ad una vita sociale normale è essenziale sia per i bambini sia per gli adolescenti. Ma si deve consigliare loro di giocare e di relazionarsi con gli altri con cautela. È necessario ancora oggi evitare gli assembramenti e rispettare il distanziamento fisico. Solo rispettando in modo corretto le norme anti Covid ci si può proteggere contro il contagio.

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